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“Alla scoperta dell’enogastronomia in Russia”

Nel 1980 L’Unione Sovietica si posizionava al quarto posto come produttore di vino al mondo, dopo Francia, Italia e Spagna.

Oggi, invece, la Russia è passata all’undicesimo posto e si concentra in prevalenza sui vini bianchi, dagli spumanti, più leggeri e fruttati, passando per le uve internazionali più elaborate fino ad arrivare agli autoctoni come il Rkatsiteli.

I vini rossi rappresentano solo uno scenario secondario e sono prodotti per il mercato in versione abboccata, da vitigni internazionali impiegati in purezza o in viaggio con autoctoni come Saperavi, Tsimlyanski e Plechistik.

Il cibo, in Russia, riflette esattamente sia la cultura variegata del paese sia la sua tradizione contadina. I piatti più diffusi sono le zuppe (scopri qui quali vini abbinare alle zuppe e alle minestre). La più famosa è quella a base di cipolle e cavolo, la quale può essere servita con una lunga serie di varianti (con carne, erbe aromatiche, carne e mele e addirittura pesce). I vini ai quali abbinarla sono sicuramente bianchi di corpo come il Rkatsiteli o più leggeri e delicati, sulla base degli ingredienti presenti nella zuppa.

Il vero emblema della cucina russa, però, è sicuramente il caviale.
Viene consumato crudo, bollito o in salsa di papavero in abbinamento a bollicine o a un Riesling di Stavoropol.
Caviale, salmone e storione affumicato, salumi, formaggi e altro ancora sono accompagnati da sottili crépe lievitate chiamate blini, le quali vengono spesso servite con confettura e ricotta magari in accompagnamento ai pirozhki, dolcetti di pasta frolla ripieni di uvetta, frutta fresca o marmellate cotti in forno o fritti da abbinare con un locale Muscatel di Stavropol.

Nel 2010 la produzione di vino è stata di circa 6,3 milioni di ettolitri. Esiste un’eccezione, un’élite di persone, che consuma vini di importazione di altissima gamma, in particolare modo Champagne e grandi rossi del Bordeaux.

La produzione di vini in Russia, oggi, si concentra su vini elaborati da uve internazionali come Cabernet Sauvignon, Merlot. Riesling, Aligotè e Muscat ai quali si devono aggiungere vini autoctoni come il bianco Rkatsiteli e il rosso Saperavi. Discreta anche la produzione di vini liquorosi come il Porto e gli spumanti in fermentazione in autoclave.

Alcuni produttori praticano la viticoltura biodinamica e biologica, altri si dedicano ai vini bianchi ancestrali prodotti in anfore, molto in voga in Georgia ottenuti dal vitigno Rkatsiteli.

Fino al 2006, infatti, il mercato russo era quasi completamente composto dai vini prodotti in Georgia e Moldavia, sia sfusi che imbottigliati. In seguito, per motivi politici, ne è stata vietata la vendita in favore dei vini locali e dei vini sfusi derivanti da Spagna e Francia, soprattutto Champagne.

Siete stati in Russia?
Raccontatemi la vostra esperienza nei commenti.

            

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